Categoria: TIPĚ
“I tipi sono dimore straordinariamente utili e belle ed è confortevole viverci in ogni stagione”: parola di Joseph Reddeford Walker mountain man di prima categoria. Joe Walker dice il vero, al contrario delle tende moderne nel tipì si può vivere bene. Tipì è parola Sioux, vuol dire “serve da casa” (“ti”=casa - “pì”=serve da) con questo nome vengono chiamate le tende coniche dei cacciatori nomadi a cavallo delle grandi pianure nordamericane. Sono inconfondibili per le caratteristiche “Wipipage” orecchie sommitali per la fuoriuscita del fumo. Nei vecchi tempi l’’“Unhnugaska”, la copertura era in pelle di bisonte, calda d’inverno fresca d’estate ma faticosa da realizzare e pesante da trasportare. I Sioux, resi estremamente pratici dalla vita nomade condotta in quel meraviglioso inferno che erano le pianure già nel 1870, iniziarono ad usare tipì di tela robusta e impermeabile, da quel momento i tipì divennero più grandi e spaziosi, leggeri, poco ingombranti e facili da trasportare. Venivano acquistati da mercanti bianchi.
indiani montano un tipì
cominciano legando i pali del trepiede portante
il primo è William Kennedy un'assineboin, il secondo è un crow ,quentin di schiena è un piedineri, l'ultimo è un navajo


la copertura viene stesa per terra per prendere la misura della legatura da fare sul trepiede
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dimostrazione pratica di come venivano trasportati i tipì ai tempi del nomadismo
notate la copertura sulla sella, in questo caso usata da basto, |
i pali venivano legati al basto e trascinati, le tracce che lasciavano sul terreno, quando durante l'estate, le bande si riunivano per la danza del sole venivano chiamate "piste indiane" |
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| da dietro sembra quasi una treggia |
la mula che trasporta questo tipì è del grande addestratore GB |

copertura per terra in primo piano
copertura sull'intelaiatura in secondo piano
il campo sta per essere smontato, la giornata è calda e ventilata il telo asciutto possiamo piegarlo, se dovesse piovere occorre stenderlo nuovamente in una bella giornata per farlo asciugare bene, se viene riposto bagnato il cotone viene aggredito dalle muffe deteriorandolo in fretta
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interno del tipì
la tradizione vuole la legna da briciare sulla sinistra vicino alla porta, lievemente prima del centro il focolare, ai lati i giacigli, con i bauli e i contenitori, una volta erano in cuoio crudo
la terra porta l'umidità della notte, i letti sono costituiti da uno strato di rami di pino alto 15 cm. sul quale vengono stese le pelli di bisonte nelle quali si dorme
si può anche ai nosrti tempi mettere un telo sopra delle pelli di cervo non conciate e sopra ancora stendere i sacchipelo |
scudi contenitori in cuoio crudo e alrti oggetti appesi ai pali del tipì
lo scudo protegge, è magico
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il fuoco acceso all'interno illumina i tipì
conforta vederli, quando si torna stanchi con i cavalli che hanno il collo parallelo al terreno, non si vede l'ora di togliersi gli scarponi e ingoiare una scodella di zuppa calda, dopo aver lasciato liberi cavalli, li sentiamo strappare l'erba, sentiamo lo scorrere dell'acqua nel torrente sentiamo le storie raccontate mentre ci addormentiamo nelle pelli che diventano sempre più calde
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